L’azienda e il territorio

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L’azienda del Poggio ha sede lungo la strada che collega Martignacco a Moruzzo, poco prima di raggiungere l’antico Castello e l’abitato di Villalta di Fagagna, delimitata ad ovest dal rio Volpe ed a est dalla Collina delle Volpi. Da qui nasce l’idea di comunicare con il simbolo della volpe lo stretto legame dei nostri prodotti con il territorio.

Questa zona è conosciuta per i suoi paesaggi di estreme bellezza e per la natura incontaminata, per i piccoli borghi ancora intatti e per la famosa Strada dei Castelli e del Prosciutto. Distante solo 10 km dal centro di Udine e facilmente raggiungibile, l’azienda vitivinicola è l’ideale per coniugare la gita fuori porta al piacere della degustazione del vino e alla visita della cantina durante tutto l’anno.

Chi percorre queste strade che, passando per distese di campi e boschi che portano fino alle zone montuose della regione, può rendersi conto della particolarità di quest’area collinare in cui s’incanalano le brezze marine dell’Adriatico e la terra sembra respirare, esaltando la magia della natura. L’Azienda si trova proprio nel punto di incontro fra i comuni di Fagagna, Martignacco e Moruzzo e nascosto in piccolissimo prato ci sono le tre pietre che segnano i la divisione dei confini. E così troviamo il “Cabernet di Ettore” a Moruzzo, il ” La Bressane” (la vigna di Pinot Bianco) a Martignacco e il “Tocai Grand” o il “Merlot dal Ort” a Fagagna.

E proprio sopra il “Tocai Grand” gli storici di Fagagna sono convinti che si trovino i resti dell’antica cappella dedicata a San Clemente. “A ridosso dei limiti orientali dell’antico territorio pertinente al comune rurale di Villalta, oggi confine amministrativo tra Fagagna e Martignacco, su un piccolo pianoro che accompagna per un breve tratto la scarpata occidentale del rio Volpe nei pressi del ponte detto dal Siclimènt [= San-climènt], a lato della strada moderna che da Moruzzo conduce a Martignacco, durante i secoli del medioevo esisteva una chiesetta campestre intitolata a san Clemente.” E ancora: « Superato il ponte sul torrente Volpe, sul ripiano erboso alla destra della strada, fino a qualche decennio fa si poteva individuare un profilo circolare del diametro di 4-5 metri: segnalava le murature sepolte, ultimi resti della chiesetta campestre di San Clemente. L’edificio è presente sulle mappe di inizio Ottocento. I ruderi erano ancora ben visibili all’inizio del secolo scorso, prima di essere definitivamente spianati nel 1918 dalla famiglia Totis (Lenot), di cui si narra vi avrebbe ritrovato un tesoro. La pianta circolare che richiama il periodo barocco (xvii e xviii secolo) non è usuale nelle chiesette votive del Friuli. Ora solo il ponticello di San Clemente, confine amministrativo fra Moruzzo e Martignacco, ne conserva il ricordo. » [Cartello del ‘Percorso Stringher-Tacoli’]

Le ricerche sugli archivi storici effettuate dal ricercatore e scrittore di Fagagna Walter Zucchiatti dimostrano che la chiesa campestre, forse sorta su un antico sito pagano, risalgono addirittura al 1400, in una zona di confine tra i pascoli delle pertinenze dell’epoca.

A nemmeno un chilometro dalla villa si trova Villa Manin-Antonini, in Borgo Calcina, sotto il comune di Moruzzo. Eretta su una costruzione precedente, venne costruita nel 1668 ed ampliata, subendo ulteriori rimaneggiamenti nei secoli successivi. La villa appartenne al nobile casato dei Manin che si erano stabiliti a Udine sin dal secolo XIV. Villa Manin-Antonini è un edificio a due piani fiancheggiato da due torrioni di diversa altezza, con cappella gentilizia che si affaccia sulla strada e dei rustici. Il salone centrale con ai lati sale minori conserva degli affreschi nei soffitti e alle pareti con scene mitologiche, fiori e frutta. È completata dal giardino e da un orto sul retro.

Ultimo, ma non ultimo, piantato sul nostro sfondo c’è il meraviglioso Castello di Villalta, uno dei manieri più belli del Friuli, che con la sua aria fiabesca si staglia nitido sul tramonto.

Secondo i documenti è antecedente al 1200 e fu assediato, distrutto e ricostruito diverse volte. Leggenda narra che tutt’oggi, con la luna piena, il fantasma di Ginevra di Strassoldo si aggiri vicino alle sue mura.

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