Nel 1977 Mario Colla acquistò parte dell’odierna azienda con l’intento di costruirsi una casa per l’estate, visto il clima mite e ventilato che caratterizza questo luogo. Fu facile innamorarsi di un posto incantevole come questo e ne vide le grandissime potenzialità per crearsi un ritiro riparato e lontano dal caotico impegno quotidiano. Diede incarico al talentuoso architetto Carlo Mangani e oltre alla casa costruì una cantina e da allora continuò ad ampliare la sua azienda impiantando altri vigneti a fianco di quelli storici. Il grande prato che oggi accoglie i visitatori fu voluto dalla moglie Vanna che curò personalmente tutta la sua creazione, fece sostituire i seminativi con un curatissimo giardino circondato da alberi e alte siepi: l’ingresso quasi nascosto agli occhi poco attenti, la strada sterrata che scende e passa sopra il Rio Volpe e poi si apre sulla vista del parco, della villa e dei vigneti ha qualcosa di magico, che mozza il fiato ogni volta. Ma non si dedicarono solo a questo: il vecchio casolare che ospitava la stalla e il fienile fu ampliato e trasformato nell’odierna cantina, piccola secondo gli standard moderni ma estremamente funzionale, con la zona dedicata alla vinificazione e un’altra dedicata all’affinamento e al confezionamento recuperando e mantenendo i tratti caratteristici del vecchio e tradizionale borgo friulano. Più tardi, sempre sotto le direttive dell’architetto Mangani, fu costruita la nuova ala dell’azienda che ospita il magazzino e nel suo seminterrato anche la nuova barricaia, nascosta e silenziosa, dove maturano pochi vini selezionati attentamente.

Nel 2010, quando Mario Colla è venuto a mancare, i figli hanno deciso di continuare la sua opera, concentrandosi sul miglioramento qualitativo e sulla sostenibilità ambientale. Frutto di questo impegno è l’attuale linea VULPES, che comunica la stretta connessione tra la natura e il lavoro dell’uomo.